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Saragozza in the rain – 1° giorno

Viaggio nella capitale dell’Aragona: Saragozza

Una nuova avventura significa un nuovo diario di viaggio. Anche in questo viaggio sono diretto in Spagna,  in una città più piccola e decisamente meno gettonata rispetto a Barcellona. Basti pensare che l’unico volo diretto da Milano è operato da una sola compagnia, la nostra “amata” Ryanair.

Amo parlare di questa compagnia, ogni viaggio è sempre uno spunto per un racconto ai limiti del surreale; anche questa volta non mi ha deluso. A differenza dell’ultimo viaggio (potete leggere il diario del primo giorno a Barcellona per capire di cosa parlo) l’hostess era decisamente seria e professionale, in realtà ho scoperto durante il volo che il suo corpo era presente ma la mente era rimasta in chissà quale aeroporto. Ma i veri eroi sono altri, il primo è Gesù. Non proprio Lui, ma un suo super seguace, tanto da indossare abiti e calzari tipici della moda nazarena degli anni 0. Insieme a lui un gruppetto, vestiti simili, composto da una ragazza, una vecchina e un paio di ragazzi. Il mio primo pensiero è stato “oh che bello, un gruppo dedito alla meditazione che non farà rumore”. No, non è così. Appena seduto il “santone” inizia a fare una specie di comizio sulla storia della chiesa e dei suoi complotti che partono da San Pietro e arrivano a Papa Francesco, passando per le scissioni religiose e i nuovi ordini. Potrebbe anche interessarmi l’argomento, ma non alle 6 del mattino.

Ma non disperiamo, sicuramente i miei vicini di posto saranno tranquilli e prima di iniziare a pensare: due signore, credo del Ghana (l’ho dedotto perchè parlavano uguale alla mia amica Abla, un personaggio che indossa in estate dei sandali con le molle sui tacchi) che iniziano a litigare con altri passeggeri per il posto, il famoso posto che Ryanair non da vicino se non a pagamento. Fortunatamente si riescono ad accordare e si siedono di fianco a me. Il vero problema è che le due, oltre che essere decisamente poco delicate nel parlare, hanno una mole non indifferente, nel senso che ci stanno malapena nel sedile, con conseguente sconfinamento nel mio. Per fortuna ero nel posto corridoio, stretto nella morsa avrei fatto la fine della sardina. Non contente della litigata, una volta decollato, hanno iniziato a chiamare la hostess perchè volevano, inizialmente, acquistare acqua, profumi, cibo…ma non gli andava bene nulla tra le varie proposte e, dopo le voci insistenti nell’orecchio, le dita che, usate per indicare gli articoli sul carrello, finiscono svariate volte sulla mia testa (a momenti ci rimetto pure l’occhio) finalmente si calmano e posso godermi i miei 7 minuti di pace prima dell’atterraggio. A conclusione di tutto, non contente dello show durante il volo, hanno iniziato a far finta di piangere perchè dovevano scendere in fretta, e mentre facevano questo hanno iniziato a spingere stile Football americano. Nemmeno il nostro santone è riuscito a fermarle.

Certi aneddoti è meglio scriverli per tramandarli ai posteri, ma torniamo alle cose serie: Saragozza.

Saragozza è il capoluogo della regione Aragona, situata a circa 300 km da Madrid, Barcellona, Bilbao, Valencia e Tolosa; costruita sulla riva del fiume Ebro, si trova in una zona della Spagna prevalentemente desertica e caratterizzata da una scarsa piovosità. Addirittura detiene il primato come località meno piovosa di tutta la Spagna, fatta eccezione per il mio viaggio naturalmente. Mi ricordo che mia nonna mi raccontava che in Sicilia c’era la credenza che i calabresi portassero il maltempo ovunque andassero. Probabilmente le mie origini contano poco, ma non è la prima volta che trovo piogge anomale durante i miei viaggi.

Con questo non ho però da lamentarmi, posso vedere la città in una delle sue facce meno frequenti: sotto la pioggia.

Nonostante il maltempo, nella strada che dall’aeroporto va fino al centro della città (ci sono due modi per arrivare in città: in macchina/taxi oppure col bus 501 al costo di 1,80 €) si capisce subito che ci troviamo in una zona prevalentemente desertica, con qualche basso promontorio all’orizzonte, la terra arida e la vegetazione scarsa e poco verdeggiante non lasciano alcun dubbio.

Il deserto rappresenta per ognuno una qualcosa di diverso, ed ogni interpretazione è corretta. Per quanto mi riguarda il deserto rappresenta il viaggio, l’ignoto da attraversare per arrivare dopo fatiche, dubbi e ripensamenti alla meta. Un po’ il concetto dell’Esodo nella Bibbia, per restare in tema con nostro amico santone.

Saragozza ha una periferia abbastanza trasandata: palazzi incompiuti, costruzioni quasi distrutte, muri imbrattati e strade abbastanza sporche. Diciamo che il primo impatto non è dei migliori. Tuttavia man mano che ci si avvina al centro la città inizia a prendere forma e diventa più ordinata e accogliente. Saragozza non è un piccolo paese, conta oltre 700.000 abitanti, ma nonostante questo non ho trovato palazzi enormi come in altre città che disturbano la vista e spesso deturpano il paesaggio urbano.

Arrivato in centro un’altra cosa che mi fa ricordare che ci troviamo in una località poco piovosa è il fatto che non ci siano portici, e la pioggia aumenta.

Il mio hotel, Ibis Style Ramiro I, si trova nella zona nord-est della città, abbastanza vicino a Plaza de Espana e al centro storico. Inoltre l’hotel si trova su una delle vie principali con negozi, supermercati e tutto quello di cui si può aver bisogno.

Dato che la pioggia non sembra aver nessuna intenzione di cessare, anzi direi che ha tutt’altre intenzioni, non porterò la macchina fotografica, sarebbe inutile dato che passerei il tempo a pulire l’obiettivo dalle gocce e rischierei anche di danneggiare l’attrezzatura che non è impermeabile. Farò al massimo qualche foto col cellulare, lo scopo di questa mia prima giornata è fare il mio solito giro di perlustrazione per capire bene la città ed eventualmente trovare qualche punto per fare qualche bella foto (tempo permettendo).

Giro tranquillamente a piedi e con facilità arrivo a Plaza del Pilar, dove si trova la cattedrale e il monumento dedicato al grande artista simbolo di questa città: Goya.

Faccio un giro veloce sia fuori che dentro la cattedrale, avrò tempo di tornare con calma nei prossimi giorni anche per andare a visitare i musei che si trovano in prossimità della piazza e che la domenica sono chiusi. Per mia fortuna a Plaza del Pilar qualche portico c’è dove poter passeggiare senza inzupparsi troppo. Oltre ai portici, proprio di fronte alla cattedrale, c’è una piccola galleria dove all’interno ci sono bar e ristoranti, tra cui uno che fa la paella di sole verdure che sicuramente proverò.

Ci sono diversi locali dove potersi fermare in un giorno di pioggia, scelgo quello con la vista migliore sulla piazza per mangiare qualcosa e dare un’occhiata alla guida (ho una guida in spagnolo acquistata a Barcellona perché non sono riuscito a trovarne di valide in italiano) e al materiale che ho preso all’ufficio informazioni turistiche di Plaza del Pilar.

Studiando un po’ la cartina mi faccio qualche idea sul percorso da fare nei prossimi giorni e sostanzialmente i principali sono due. Uno parallelo all’Ebro, andando dalla zona di Las Fuentes fino al Palacio de la Aljafería, e l’altro esattamente perpendicolare al primo, formando quindi sulla mappa della città una croce. Il secondo percorso è inoltre quello della tramvia della città, quindi se si vuol fare un po’ di strada senza bagnarsi 1,50 di tram potrebbero essere un’ottimo investimento. Il bus turistico inizierà la corsa soltanto da marzo.

Dopo aver fatto ritorno all’hotel per asciugarmi un po’, scelgo di passare la serata passeggiando un po’ sotto la pioggia e trovare qualche luogo da visitare nei prossimi giorni.

Una volta asciugato, e riposato, il mio mini tour serale passa da Plaza de Espagna per andare verso l’Ebro. Passo davanti al mercato centrale, che dato l’orario è chiuso ma essendo al coperto può essere un ottimo luogo da visitare durante una giornata di pioggia, per poi arrivare al fiume costeggiando dall’esterno Plaza del Pilar.

Nonostante la pioggia la città di sera è davvero bella, le luci gialle danno un’aspetto sereno ed elegante ai ponti e ai monumenti, in particolare al Ponte di pietra e alla Basilica del Pilar. Dal Ponte di pietra inoltre ci sono diversi punti panoramici dove si possono scattare foto della basilica e del fiume.

Una città serena, tranquilla che anche sotto la pioggia mi ha dato diversi spunti per i prossimi giorni. Ho concluso la serata al Puerta Cinegia Zaragoza, un luogo molto particolare che tornerò sicuramente a frequentare. L’insegna indica Mecato Gastronimico ed è strutturato come uno shopping center, se non fosse stato per la pioggia probabilmente non sarei nemmeno entrato. Con mia sorpresa invece di trovarmi negozi di gastronomia scopro che si tratta di un insieme di più locali posizionati come su una piazza, il tutto su due piani. Oltre alle specialità del posto si può bere  una buona birra artigianale in un contesto informale e insolito. I due piani della costruzione sono a cerchio e al centro una statua gigante di Giulio Cesare (i prossimi giorni parleremo di Giulio Cesare e quale sia il suo legame con la città) appoggiato come se stesse aspettando la sua ordinazione al banco del bar.

Una certa davvero piacevole, che promette dei giorni altrettanto intensi per scovare ogni aspetto di questa città occasionalmente piovosa.

2° giorno>>

 

 

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