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Paolo Aloe

Melbourne la città più felice del mondo

Un nuovo record per la città di Melbourne, già detentrice per diversi anni del titolo di città più vivibile al mondo

Siamo quasi abituati, o almeno chi segue assiduamente le notizie di viaggi, a sentire Melbourne come vincitrice di qualche titolo, specialmente quello di città più vivibile del mondo. Titolo che però è stato perso nel 2018 dove Vienna (sì Vienna…in Austria) l’ha sorpassata dopo diversi anni che la città australiana restava in cima alla classifica.

I tifosi di Melbourne però non si diano per vinti, infatti la città capitale dello stato del Victoria, secondo un articolo della SBS e da un’indagine di Time Out, risulta essere la città più felice al mondo:

Melbourne supera tutte le altre città per la felicità: il 92% si diverte a vivere lì e più di due su tre dicono che fare amicizia è facile. (Time Out)

Un po’ meno fortunata la città più popolata del paese, nonché eterna rivale, Sydney che si aggiudica il 28° posto.

Insomma un motivo in più per andare a fare un viaggio in Australia e soprattutto il meraviglioso panorama dello stato del Victoria e, naturalmente, la sua spettacolare capitale: Melbourne!

Air New Zealand e il “Te Matatini” festival firmano un accordo di collaborazione

Comunicato Stampa

9 Gennaio 2018

Air New Zealand e Te Matatini Society Incorporated hanno firmato un accordo di collaborazione strategica per lavorare insieme allo sviluppo e alla promozione del festival Te Matatini kapa haka (arti performative Maori) come il più importante evento culturale della Nuova Zelanda, promuovendo così nel mondo “Aotearoa” (Nuova Zelanda in lingua maori).
Con questo accordo, le due organizzazioni collaboreranno per promuovere il festival sia in Nuova Zelanda che e in tutto il mondo e per rafforzare la reputazione culturale del paese, mostrando il meglio delle arti sceniche Maori a livello internazionale.
Questo festival biennale è la più grande celebrazione di arti sceniche indigene a livello mondiale. Nel 2019, l’evento si terrà presso il Westpac Stadium di Wellington dal 20 al 24 febbraio, la più grande location che abbia mai ospitato il festival fino ad ora. Durante il weekend, 46 squadre provenienti da Nuova Zelanda e Australia, vincitrici nelle proprie rispettive gare a livello regionale, competono ora per l’ambito premio di “Te Toa Whakaihuwaka” e per l’opportunità di rappresentare la Nuova Zelanda ai più importanti eventi internazionali.
Il Chief Executive Officer di Air New Zealand, Christopher Luxon, afferma che la compagnia aerea è entusiasta di poter contribuire a rendere note al mondo le arti sceniche Maori, come parte del proprio impegno per rilanciare la cultura Te Reo Māori.

La kapa haka è davvero molto importante per la Nuova Zelanda, è uno degli elementi che rende unico il nostro paese. Sono veramente orgoglioso del fatto che stiamo lavorando insieme all’organizzazione del Te Matatini per rendere questo festival ancora più conosciuto e per rafforzare la reputazione culturale del nostro paese sia a livello nazionale che a livello internazionale

ha affermato Mr Luxon.
Lo Chief Executive del festival Te Matatini, Carl Ross, ha aggiunto che l’organizzazione è lieta di collaborare con Air New Zealand e di poter allineare le strategie chiave, al fine di apportare un contributo positivo alle varie comunità della Nuova Zelanda e di far conoscere l’esperienza unica del festival Te Matatini e di Kapa Haka ad un pubblico più ampio.
“Il tema ufficiale del festival del 2019 è ‘Te Matatini ki te ao’, che significa ‘Te Matatini per il mondo’. Il tema promuove la reputazione di Te Matatini in quanto festival di fama mondiale, vetrina d’eccellenza per le performance Maori e in grado di riunire il meglio del kapa haka competitivo” ribadisce Mr Ross.

Informazioni su Air New Zealand

Air New Zealand è una compagnia aerea internazionale pluripremiata che offre viaggi “Kiwi” unici a più di 16 milioni di clienti che volano da, per e all’interno della Nuova Zelanda ogni anno. La compagnia aerea opera in media oltre 3.500 voli a settimana, collegando 21 destinazioni in Nuova Zelanda e aeroporti internazionali in Asia, Europa, Australia, Nord e Sud America e Isole del Pacifico.
Per ulteriori informazioni, visitare http://www.airnewzealand.co.nz o seguire la compagnia aerea su Facebook o Twitter.

Drakensberg, tra cultura e avventura

C’È MAGIA IN MONTAGNA

Il Drakensberg è la catena montuosa più suggestiva del Paese, si estende per circa 1.000 chilometri delimitando il confine tra il Sudafrica e il Lesotho, con vette che superano i 3.400 metri.

L’intera area è ricca di incredibili cascate, piscine naturali, pareti rocciose e sentieri, un vero e proprio paradiso per gli appassionati di vacanze all’aria aperta.

Dal 2000 l’area montuosa del KwaZulu-Natal è stata riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e rinominata come uKhahlamba-Drakensberg Park. Il parco protetto ha una superficie di 243.000 ettari e ospita alcune delle bellezze paesaggistiche più iconiche del Paese, numerose specie animali in via d’estinzione e centinaia di pitture rupestri della popolazione San.

Tutto sul Drakensberg

DA NON PERDERE

Il Drakensberg offre percorsi naturalisti per tutti i livelli di preparazione, sia per i più allenati che vogliono mettersi alla prova in avventure estreme, sia per chi preferisce passeggiate più tranquille.

Tra i punti di interesse più iconici del Drakensberg c’è l’Amphitheatre, una maestosa parete di basalto che, oltre ad essere ornata da montagne che superano i 3.000 metri, ospita anche le seconde cascate più alte al mondo, le Tugela Falls.

Lo spettacolare massiccio del Giant’s Castle si trova nella zona centrale della catena montuosa e al suo interno si snodano più di 25 percorsi, una rete totale di 285 km di sentieri con tempi di percorrenza che variano da un’ora a più giorni di cammino.

Meta ideale per il trekking è anche Cathedral Peak, con i suoi 3.005 metri di quota e la sua inconfondibile sagoma.

Percorso Culturale di Maloti-Drakensberg

ARTE RUPESTRE

Sulle montagne del Drakensberg è possibile ammirare l’antica arte rupestre dei San – gli abitanti originari del Paese. Dipinte sulle pareti delle grotte, le pitture rupestri rappresentano momenti della vita quotidiana del popolo San, scene di caccia con animali, uomini, cerimonie e rituali. Ad oggi sono state catalogate più di 35.000 immagini in circa 600 siti, risalenti a oltre 2.400 anni fa.

Da non perdere una passeggiata guidata tra le grotte per scoprire queste affascinanti testimonianze oppure una visita ai centri didattici che propongono esperienze interattive e multimediali, come il Didima Rock Art Centre e il Kamberg San Rock Art Trail and Interpretive Centre.

Scopri di più sulle pitture rupestri San

INFORMAZIONI UTILI

In questa zona si possono trovare opzioni di alloggio adatte alle diverse esigenze e budget. All’interno del parco si trovano anche campeggi, bungalow e chalet attrezzati gestiti direttamente dalla Ezemvelo KZN Wildlife, l’ente di conservazione provinciale.

In estate le temperature variano dai 12° ai 30°, mentre durante la notte e in inverno le temperature possono scendere anche sotto lo zero, con gelate e neve. Il periodo migliore per fare escursioni va da aprile a luglio, ma, essendo una regione soggetta a frequenti precipitazioni, ricorda ai tuoi clienti di non sottovalutare le condizioni meteorologiche e di portare con sé indumenti caldi e impermeabili, così come un paio di scarpe da trekking comode.

Scopri di più sul parco uKhahlamba-Drakensberg

Tratto da newsletter South African Tourism 10/01/2019

Racconti dei saggi della Polinesia

Una piccola antologia di racconti delle popolazioni del Pacifico

Edito da L’ippocampo il libro è stato realizzato dalla scrittrice Cèlne Ripoll. Fa parte di una serie di raccolte di racconti mitologici raccontati e tramandati dagli antichi popoli fino ai giorni nostri (non solo della Polinesia ma si spazia dai Pellerossa ai Samurai del Giappone). Mi sono imbattuto in questo libro in una libreria mentre aspettavo il mio treno a Stazione Centrale di Milano, non ricordo di preciso dove dovessi andare!

Il libro in sé è molto bello, una copertina rigida in stoffa ed il formato è tascabile, una piccola bibbia che racchiude in se un po’ del sapere dei saggi Polinesiani. I racconti provengono da diverse isole, da Thaiti alle Hawaii e sono importanti per comprendere un po’ questa cultura così antica e così lontana dalla nostra, rimanendo soppressi da alcune analogie legate ai racconti della nostra infanzia o della nostra mitologia.

Seppur la traduzione dal francese sia in alcuni punti da rivedere, consiglio questo libro a chi vuole approfondire la cultura Polinesiana o chi semplicemente è amante delle storie e dei racconti. Consigliato anche come lettura per i bambini come ottima alternativa alle nostre fiabe.

Non proprio un libro di viaggi ma chi ama viaggiare per scoprire sicuramente saprà apprezzare.

A presto e buona lettura!

Hawaii – il risveglio del vulcano Kilauea

Un brutto risveglio per il vulcano Kilauea nelle isola Hawaii. Gli esperti si preparano al peggio

Un’eruzione che ricorda molto quella avvenuta nel 1924 e che non promette nulla di buono. In quell’anno infatti nell’arco di due settimane si sono susseguite oltre 50 eruzioni esplosive. Il vulcanologo Piergiorgio Scarlato ha detto all’agenzia di stampa ANSA:

I colleghi americani stanno approfondendo diversi aspetti dell’eruzione: dai volumi di magma, alle zone interessate, alla tipologie di fratture del suolo e lo scenario che si presenta è quello del 1924 perché alcuni processi che caratterizzarono le due crisi sono simili: dalla deformazione del suolo alla sismicità nella sommità del vulcano, all’emissione di cenere […] è un vulcano particolarmente attivo, questa eruzione va avanti da 30 anni, ma finora era stata caratterizzata dalla presenza di un lago di lava nel cratere esploso il 17 maggio, da colate di lava e da rari e deboli eventi esplosivi”.

Il vulcano si trova nell’isola di Big Island e si sono sprigionate nubi tossiche a causa della reazione chimica data dalla lava incandescente a contatto con l’acqua salmastra del mare. Al momento non ci sono notizie di feriti gravi, ma se sei in viaggio per le Hawaii presta la massima attenzione!

 

Nuove modalità di pagamento nei Caraibi – Bitcoin

La Caribbean Tourism Development Agency (ADTC) ha stretto una partnership con la società locale Bitt Inc, specializzata nello sviluppo di soluzioni di pagamento basate sulla Bitcoin Cash Blockchain (BCH).

L’accordo mira a facilitare l’integrazione di soluzioni di pagamento più flessibili, basate sulla Blockchain, per la prenotazione di prodotti e servizi turistici dei Caraibi. L’idea è di essere in grado di potenziare il settore principale su cui si basa l’economia caraibica.

Ogni anno, l’industria del turismo genera circa 50 miliardi USD del PIL della regione. L’accordo mira a esaminare tutti i vantaggi di questa tecnologia finanziaria in forte espansione. I servizi finanziari basati su Blockchain e criptovalute potrebbero potenzialmente contribuire a raggiungere più rapidamente gli obiettivi di specifici programmi e attività di turismo dei Caraibi, secondo Hugh Riley, Segretario Generale di ADTC, considerando il ruolo dell’agenzia nello sfruttamento di queste opportunità legittime e ovvie

Una visione condivisa dal suo partner, con sede a Barbados, che considera i protocolli finanziari basati sulla Blockchain come il futuro dell’economia. Facilitando gli scambi monetari, i partner vedono questo accordo come un’opportunità per aumentare l’attrattiva economica della regione.

Mentre i visitatori e l’ecosistema del turismo locale sono i principali beneficiari di questa evoluzione, l’adozione della criptovaluta sembra essere una leva potenziale per l’economia dei Caraibi nel suo complesso. Nel 2015, il 50% dei residenti non aveva un conto bancario (secondo il rapporto della Banca Mondiale).

Per ADTC e Bitt Inc, sembrava ovvio che si sarebbero basati sulle criptovalute, il che conferma la loro ambizione di appropriarsi delle tecnologie digitali emergenti per promuovere l’attività economica della regione. Accettando “criptopagamenti”, la regione potrebbe, ad esempio, ridurre i costi del tasso di cambio per le importazioni e le esportazioni.

La durata della partnership iniziale è di 3 anni, ma può essere estesa di comune accordo.

(articolo realizzato da Andrew J. Wein su Tourism Review News – tradotto da Paolo Aloe)

Arrivederci Londra

Le parole non bastano a descrivere Londra, oggi più che prima ne sono convinto

Spendo sempre tempo a scrivere i miei diari di viaggio, oltre che per raccontare anche per tenere il ricordo dei miei viaggi. In questo viaggio però non sono stato in grado di scrivere un diario giornaliero, come ho fatto per altre mete.

Il motivo è molto semplice: Londra va veloce. Mi trovo in una vera e propria metropoli, enorme, piena di gente, macchine, linee della metropolitana dai nomi impronunciabili (e per fortuna che ci sono i colori per distinguerle). Ma soprattutto troppe cose da vedere per il tempo che ho a disposizione.

Ho preferito quindi dedicarmi interamente al viaggio, arrivando la sera in hotel distrutto ma con tanta voglia di scoprire ogni singolo aspetto della città.

Niente paura, racconterò tutto con i podcast e le foto che ho scattato nei prossimi giorni. Ci tengo però a fare un punto della situazione riferito a Londra. Mi trovo adesso in hotel, fuori piove (caratteristica di Londra, ma ieri mi ha regalato anche un po’ di sole) e il mio aereo è alle 19.30. Posso quindi prendermela molto con calma.

Non mi trovo in una zona centrale di Londra, sono a Wembley, proprio di fianco al celebre stadio. Nonostante sia una periferia (o meglio un vero e proprio paese alle porte di Londra) la zona è servilissima da qualsiasi mezzo pubblico, dalle ferrovie nazionali ai bus a due piani. Una scelta intelligente se si vuole risparmiare e magari riposare in una zona meno affollata del centro città.

Una zona che si sta rinnovando, come tutta la città del resto. Infatti tra le cose che di più mi ha colpito di Londra è proprio questo suo vivere nel futuro, pensare che non ho nemmeno cambiato i contanti, qui si paga tutto, ma davvero tutto, con la carta di credito. Dai mezzi pubblici (basta avere una qualsiasi carta di credito contactless) al sandwich con cappuccino. Ho persino trovato una bancarella di frutta che accettava i pagamenti con ApplePay.

Insomma tutta questa modernità che va a scapito della tradizione? No!

Londra non dimentica, Londra non si fa condizionare dal mondo moderno, lo accoglie così come fa con tutti i suoi abitanti e visitatori, con garbo e gentilezza, insegnando però quali sono usanze e qual’è la vera anima del paese. Si vive costantemente su una linea del tempo, trovandoci dal medioevo al futuro semplicemente girando l’angolo.

Caotica, certo, ma lo fa con classe, accompagnandoti nei suoi locali e senza lasciarti mai da solo.

Un pezzo di cuore lo lascio sempre a chi lo merita, e Londra è qualcosa di speciale, che va vissuta in ogni suo aspetto, capendolo ed amandolo.

Ora meglio muoversi, prima che mi dimentico qualcosa in hotel. A presto con i podcast dedicati alla città!

Nasce Radio Infovacanze

Una web-radio fatta dagli esperti dei viaggi del network Gruppo Info Vacanze

Non la solita webradio ma tanta musica e rubriche ed interventi fatti dagli agenti di viaggi e dai tour operator che, come noi, fanno parte del network Gruppo Info Vacanze.

Questo progetto radio è nato da poco ma ha un’anima forte, lo scopo è quello di far conoscere i prodotti particolari ed unici che le agenzie di questo network sempre alla ricerca di novità e innovazioni.

Questa è la prima puntata andata in onda, e sono tra felice ad essere io il pioniere, ascoltate un po’ di curiosità sugli animali dell’Australia!

FICO – Fabbrica Italiana Contadina

Un progetto, un sfida, un nuovo modo di proporre la filiera alimentare del prodotto made in Italy: FICO

Inaugurato a Novembre del 2017 FICO è il mercato agroalimentare più grande del mondo, come sponsorizzato dall’organizzazione. Molti ne hanno già sentito parlare, altri non hanno la più pallida idea di che cosa stia parlando. Credo che valga la pena spendere qualche parola per questa novità tutta italiana che mira a valorizzare ancora di più le eccellenze agro alimentari della penisola.

Ci troviamo a Bologna nella vecchia area dell’ex mercato ortofrutticolo della città. Proprio per riqualificare la zona e creare qualcosa che fosse del tutto unico, ma che allo stesso tempo avesse una forte componente della tradizione italiana, nasce FICO, società di Eataly e COOP.

Il suo scopo e la sua funzione non è del tutto immediata da capire. Personalmente avevo letto la notizia dell’inaugurazione ma la notizia mi è scivolata un po’ di dosso, ho pensato si trattasse di un semplice mercato nella città di Bologna.

FICO in realtà è molto di più: è un luogo di incontro di aziende, più o meno grandi, del territorio italiano.  Un concetto, un messaggio; FICO vuole mostrare ai suoi visitatori quello che è la filiera alimentare dalla produzione del cibo fino alla consumazione. Infatti la maggior parte dei prodotti che si consumano o si acquistano a FICO vengono prodotti in loco, ed è anche possibile ammirare e capire questa produzione. Fanno eccezione, naturalmente, i prodotti DOP come il Parmigiano Reggiano o l’Aceto Balsamico di Modena che non possono essere prodotti fuori dalle località di origine.

Ho letto molti pareri contrastanti, chi lo trova un’idea geniale, chi invece un grosso flop. Non so ancora bene a quale delle due definizioni accostarmi, quello che è certo è che si tratta di un’idea tutta nuova che merita di essere visitata e capita fino in fondo.

Cosa è in definitiva FICO?

FICO è un mercato, e appunto possiamo fare la spesa. L’ingresso, come ogni mercato dell’universo, è completamente gratuito e si può scegliere se girare a piedi oppure con delle fichissime biciclette con due cestini e tre ruote, e per chi come me ha qualche problema ad andare in bici è davvero utile!

Non ci sono solo prodotti da acquistare ma, soprattutto, da consumare in uno dei numerosissimi punti di ristoro. Probabilmente i punti di ristoro sono la prima cosa che salta all’attenzione appena si entra, ma il mio consiglio, e anche quello di chi lavora a FICO, è di guardare oltre i tavolini. Infatti si possono ammirare gli addetti alla produzione realizzare ciò che si può acquistare o consumare.

FICO inoltre organizza visite guidate ad hoc, corsi di degustazione, itinerari per le scuole e da vedere c’è davvero tanto, sia all’interno che all’esterno. Animali e piccole coltivazioni sono situate su tutto il perimetro dello stabile, sempre per trasmettere questo concetto nuovo, di far vivere il cibo dalle sue origini fino alla tavola.

Da vegetariano avrei voluto una maggiore attenzione al mondo veg, ma ci troviamo a Bologna e non me lo posso dimenticare.

Nmeri di FICO

  • 2 ettari di campi e stalle all’aria aperta
  • 40 fabbriche
  • 40 luoghi di ristoro
  • Le botteghe ed il mercato
  • 6 aule didattiche, 6 grandi “giostre” educative, teatro e cinema
  • Un centro congressi modulabile da 50 a 1000 persone

L’esperienza

  • Per capire l’agricoltura italiana: visita a 2 ettari di campi e stalle con più di 200 animali e 2 000
  • Per capire la trasformazione alimentare: visita alle 40 fabbriche contadine per veder e la produzione di carni , pesce, formaggi, pasta, olio, dolci, birra.. .
  • Per la degustazione del cibo: il ristoro di FICO con u na scelta di oltre 40 offerte diverse .
  • Per farsi un giro in “giostra”: visita delle sei “ giostre ” educative dedicate al fuoco, al la terra , al mare, a gli animali, a l vino e a l futuro .
  • Per divertirsi e imparare: 30 eventi e 50 corsi al giorno tra a ule, teatro, e spazi didattici.
  • Per realizzare i meeting più belli del mondo: attraverso un centro congressi attrezzato modulabile da 50 a 1000 persone.

Un’esperienza che vale pena di fare, un evento che è permanente e che quindi col tempo può solo che migliorare!

Photogallery

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