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Saragozza in the rain – 2° giorno

Viaggio nel tempo tra il Gotico e Goya

Un’altra giornata mi aspetta nella città di Saragozza. Nonostante il tempo la mia impressione su questa città è decisamente buona. Non è grande e si gira tranquillamente a piedi, per i più pigri comunque il tram percorre da sud verso nord praticamente tutta la città; inoltre il servizio pubblico è efficiente e ben disposto in tutta la città.

Anche oggi mi aspetta un bel po’ di acqua, anche se l’app del cellulare alimenta una piccola speranza che nel pomeriggio migliori. Ma va bhe, siamo viaggiatori no? E se piove ci bagniamo!

Dal mio hotel la strada migliore da fare per raggiungere Plaza del Pilar, dove voglio andare per visitare nuovamente la Basilica del Pilar e gli altri punti di interesse che ieri erano chiusi, è imboccare la Calle San Jorge, dove si trova inoltre il teatro romano Caesaraugusta, che porta praticamente dietro Plaza del Pilar.

La maggior parte dei luoghi da visitare chiude alle 14.00 per riaprire verso le 16.00, quindi devo gestire bene il mio tempo per ottimizzare la visita. Arrivato in piazza la situazione meteo è a dir poco sconvolgente, l’acqua scende a secchiate stile gavettoni a ferragosto e le mie scarpe sono ottime per lunghe camminate ma pessime per la pioggia. Non nego che ho rischiato di scivolare più volte tra rampe e scalini, con conseguente risatina degli spettatori.

Basilica del Pilar

I musei sono ancora chiusi, quindi la Basilica del Pilar è il luogo migliore da visitare e restare a riparo dal diluvio. La Basilica del Pilar dall’esterno è molto interessante, in stile Barocco con le cupole ricoperte da piastrelle colorate che contrastano col colore neutro della facciata e delle guglie. All’interno troviamo il classico stile barocco: cappelle, altari sfarzosi, organo e coro imponenti…

Quello che però fa la differenza è che questa basilica è realmente un luogo di culto e di pellegrinaggio, ci sono addirittura le bandiere dei paesi latino-americani, in quanto Nostra Signora del Pilar non solo è protettrice di Saragozza ma dell’intera Hispanidad, ovvero i paesi che parlano spagnolo nel mondo (oltre ai paesi latini in realtà c’è anche la bandiera filippina, anch’esso per diverso tempo sotto il dominio spagnolo). La basilica è stata la prima ad essere dedicata alla madre di Gesù ed il nome Pilar deriva dall’apparizione di Maria a Giacomo il maggiore. In questa apparizione Maria era seduta, appunto, su un pilar (pilastro). In un punto della chiesa è situato un inginocchiatoio dove si può venerare il pilastro in questione. All’interno della chiesa non si possono assolutamente fare foto, una guarda vi segue ovunque, ma proprio ovunque. Un altro obbligo, oltre a seguire le buone norme di quando si entra in qualsiasi luogo di culto, è prima di uscire fare una preghiera per il bene e la pace nel mondo.

Santa Maria del Pilar è importante da vedere, l’ingresso è gratuito, forse un po’ troppo frequentata e quindi ci si perde un po’ nella visita.

La Seo

A pochi passi dalla Basilica, andando verso il monumento a Goya, si trova la Catedral de El Salvador de la Seo, proprio sul sito del foro romano. Dall’esterno l’impatto è molto diverso rispetto al Pilar, infatti lo stile romanico della facciata è molto più semplice e meno appariscente. Ma come tutto nell’universo, la prima impressione non è quella che conta. Appena si apre la porta e si entra nella cattedrale ci si presenta uno spettacolo unico, lo spettacolo che, secondo il mio punto di vista, solo l’architettura gotica può dare. L’interno è completamente in stile gotico, le volte, innumerevoli cappelle, i dipinti, il tutto accompagnato da una musica che ci riporta indietro nel tempo. Contando che però da solo nella chiesa mi sono goduto appieno ogni opera d’arte presente nella cattedrale. Anche qui, come praticamente in tutta Saragozza, è vietato fare foto. All’interno della cattedrale, al primo piano, c’è il museo degli arazzi, interessante per gli arazzi ma ancora più interessante salire e guardare la piazza dall’alto attraverso le strette finestre tipiche di queste costruzioni. L’ingresso è a pagamento, ma 4 euro sono spesi davvero bene.

Museo Goya

Poco distante dalla Seo, circa un centinaio di metri, si trova il museo di Goya. Francisco José de Goya y Lucientes, nato in un paese proprio nei pressi di Saragozza, è uno dei più importanti artisti della Spagna e non solo, una figura molto importante per capire la storia della Spagna del tardo ‘700. Ci troviamo in un’epoca buia, dove la guerra affama e chi ci rimette sono, come da sempre, le persone comuni. Il museo di Goya offre un percorso molto interessante, che parte dagli artisti che hanno ispirato Goya per poi terminare con quella che è l’eredità del pittore, ovvero gli artisti che sono stati influenzati e hanno preso spunto per la loro arte. La parte del museo più bella è quella delle famose stampe di Goya, che raffigurano gli orrori della guerra, della vita, dell’ignoranza e della superstizione. Un po’ come Victor Hugo ne I Miserabili. L’importanza di Goya è proprio questa, la sua presa di posizione e denuncia contro quelli che sono i mali del tempo, compresa la Santa Inquisizione. Il film L’ultimo inquisitore (liberissima traduzione del titolo originale Goya’s gost) racconta proprio di Goya e del suo lavoro. Goya ha dato un nuovo modo di concepire la realtà e senza di lui molte correnti d’arte moderna non sarebbero mai esistite. Nel film inoltre ci sono diversi riferimenti sia alle opere che alle stampe.

Al termine della visita all’interno del museo ho avuto la fortuna di guardare l’esposizione temporale che termina l’11 febbraio. La mostra Desastres de la Guerra. Jake & Dinos Chapman en torno a Goya racconta le oscenità della guerra, con diversi riferimenti al nazzismo, utilizzando la medesima arte di Goya, ovvero con le stampe, molte delle quali rivisitate direttamente da quelle del Maestro. Purtroppo la mostra termina a breve, ma il museo di Goya è permanente ed è davvero un luogo unico da visitare con il giusto tempo. Io ci sono rimasto dentro due ore e mezzo.

Il castello dell’Aljaferia

Tocca camminare un bel po’ prima di arrivare al castello dell’Aljaferia, circa un paio di chilometri da Plaza del Pilar. Arrivare è molto semplice, seguire il fiume Ebro contro corrente e una volta arrivati a Plaza Europa girare a sinistra.

La sua costruzione risale al IX secolo durante la dominazione araba. Il suo nome infatti significa Palazzo di Jaʿfar. Da palazzo islamico, dopo la caduta del potere arabo, è diventato un palazzo cristiano, mantenendo però la costruzione e diversi elementi tipici dell’architettura araba. Oggi, oltre ad essere un luogo turistico, è la sede del parlamento aragonese. L’ingresso costa 4 euro ed è molto bello da visitare. Forse poco valorizzato ma se si vuole vedere un castello in ottime condizioni questo è il luogo più adatto.

Essendo appunto la sede del parlamento aragonese c’è anche una stanza dove si può guardare una videoproiezione che racconta e spiega il simbolismo della bandiera di Aragona.

Museo di scienze naturali e il Patio de l’Infanta

Tornando verso il centro dal Palazzo dell’Aljafeira, dopo un aver fatto un salto al mercato centrale (mercato al coperto dove vendono frutta, verdura, carne e frutta secca) mi dirigo verso il Patio de l’Infanta. Il Patio de l’Infanta è un cortile della casa di un banchiere ebreo del XVI secolo. La cosa interessante è che verso gli inizi del ‘900 è stato smontato per poi essere rimontato a Parigi. Negli anni 80 però fa il suo rientro a Saragozza e viene messo all’interno del palazzo della Iberia Caja, una baca spagnola, che ne è proprietaria e ne ha fatto un ingresso separato rispetto agli uffici, in modo da dare la possibilità ai turisti di poterlo ammirare gratuitamente.

Poco distante dal Paio si trova il museo di scienze naturali. Inizialmente non era in programma una visita, ma dato che ero li, e dato che anche questo ingresso è gratuito, gli dedico un po’ di tempo.

Il museo è all’interno dell’università di medicina di Saragozza, quindi si può visitare tranquillamente l’edificio e le se stanze. Ne vale la pena visitare i vari piani e le biblioteche.

Il museo si trova al piano interrato. Ci sono diversi fossili rinvenuti nella regione di Aragona, tra cui il fossile del coccodrillo marino più antico del mondo! Interessante anche la sala coi teschi dei nostri antenati, dall’australopiteco all’homo sapiens.

Quartiere San Miguel

Termino la giornata passando per il quartiere di San Miguel, non lontano dal centro storico. Questo quartiere è molto carino e si può spendere del tempo per negozi oppure in uno dei tanti locali. Il luogo ideale per concludere la serata.

 

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