NewsStop alle scalate su Uluru

Da oggi, 26 ottobre 2019, non sarà più possibile salire su Uluru: l’iconico monolite australiano

Dopo anni di tentativi da parte della popolazione aborigena, il governo australiano ha finalmente vietato le scalate ad Uluru.

La scelta del giorno non è casuale, il 26 ottobre rappresenta infatti il giorno in cui, nel 1985, vennero riconsegnati ai legittimi proprietari Uluru e Kata Tjuta. Il tutto però a due condizioni: che venisse concesso ai turisti di scalare il monolite e che per i successivi 99 anni venisse gestito insieme all’associazione nazionale National Parks and Wildlife.

E’ dal 1992 che si invitano i turisti a non salirci ma fino ad ora non c’era stata nessuna regola precisa, anzi, si lasciava ai visitatori la facoltà di decidere.

Nei dintorni del sito sono presenti cartelli che recitano:

Noi, i proprietari tradizionali Anangu, abbiamo da dirvi questo. Uluru è sacra nella nostra storia, un luogo di grande cultura. Sotto la nostra legge tradizionale, scalarla non è permesso. Questa è la nostra casa. Per favore non salite”.

Uluru, anche chiamato Ayers Rock in inglese, è un monolite sacro per la popolazione aborigena. E’ situato nel Northern Territory, più precisamente nel Red Center, a 25km da Kata Tjuta (o Monte Olga) e a 88km dal Mount Conner.

Il Parco Nazionale Uluru-Kata Tjuta è entrato a far parte della lista dei Patrimoni Mondiali dell’Unesco nel 1987 per le sue formazioni geologiche e il suo patrimonio naturale e successivamente, nel 1994, per il suo patrimonio culturale.

Uluru non è soltanto una roccia in mezzo al deserto ma è, soprattutto per le popolazioni aborigene, un luogo di culto. Uluru è il cuore spirituale dell’Australia, un luogo sacro e culla della cultura indigena in cui viene tuttora tramandata la loro storia.  

Alla motivazione religiosa si affianca quella sulla sicurezza. Nonostante sia presente un corrimano, dal 1940 ad oggi sono circa 37 le persone morte durante la scalata (senza contare quelle rimaste ferite).

La diffusione della notizia riguardante il divieto non ha fermato i turisti, bensì centinaia di persone negli ultimi mesi sono accorse nel Red Center per non perdere l’occasione di arrampicarsi in cima. L’aumento degli arrivi in questa zona ha fatto sì che la disponibilità delle strutture ricettive terminasse portando a campeggiare illegalmente e all’abbandono di rifiuti.

Gli aborigeni ribadiscono che il divieto riguarderà solo la scalata, il sito continuerà infatti ad essere accessibile ai turisti.

Visitare il Red Center non è soltanto una gita ma un modo unico per ritrovare un contatto tra la terra e il corpo, fondersi insieme ad un universo che ci circonda e che con noi si muove in armonia. Il Red Center è un luogo sacro, soprattutto per gli aborigeni e come tale va rispettato.

 

Se desideri approfondire la storia di Uluru clicca qui.

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