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16/02/2018by Paolo Aloe2

Un progetto, un sfida, un nuovo modo di proporre la filiera alimentare del prodotto made in Italy: FICO

Inaugurato a Novembre del 2017 FICO è il mercato agroalimentare più grande del mondo, come sponsorizzato dall’organizzazione. Molti ne hanno già sentito parlare, altri non hanno la più pallida idea di che cosa stia parlando. Credo che valga la pena spendere qualche parola per questa novità tutta italiana che mira a valorizzare ancora di più le eccellenze agro alimentari della penisola.

Ci troviamo a Bologna nella vecchia area dell’ex mercato ortofrutticolo della città. Proprio per riqualificare la zona e creare qualcosa che fosse del tutto unico, ma che allo stesso tempo avesse una forte componente della tradizione italiana, nasce FICO, società di Eataly e COOP.

Il suo scopo e la sua funzione non è del tutto immediata da capire. Personalmente avevo letto la notizia dell’inaugurazione ma la notizia mi è scivolata un po’ di dosso, ho pensato si trattasse di un semplice mercato nella città di Bologna.

FICO in realtà è molto di più: è un luogo di incontro di aziende, più o meno grandi, del territorio italiano.  Un concetto, un messaggio; FICO vuole mostrare ai suoi visitatori quello che è la filiera alimentare dalla produzione del cibo fino alla consumazione. Infatti la maggior parte dei prodotti che si consumano o si acquistano a FICO vengono prodotti in loco, ed è anche possibile ammirare e capire questa produzione. Fanno eccezione, naturalmente, i prodotti DOP come il Parmigiano Reggiano o l’Aceto Balsamico di Modena che non possono essere prodotti fuori dalle località di origine.

Ho letto molti pareri contrastanti, chi lo trova un’idea geniale, chi invece un grosso flop. Non so ancora bene a quale delle due definizioni accostarmi, quello che è certo è che si tratta di un’idea tutta nuova che merita di essere visitata e capita fino in fondo.

Cosa è in definitiva FICO?

FICO è un mercato, e appunto possiamo fare la spesa. L’ingresso, come ogni mercato dell’universo, è completamente gratuito e si può scegliere se girare a piedi oppure con delle fichissime biciclette con due cestini e tre ruote, e per chi come me ha qualche problema ad andare in bici è davvero utile!

Non ci sono solo prodotti da acquistare ma, soprattutto, da consumare in uno dei numerosissimi punti di ristoro. Probabilmente i punti di ristoro sono la prima cosa che salta all’attenzione appena si entra, ma il mio consiglio, e anche quello di chi lavora a FICO, è di guardare oltre i tavolini. Infatti si possono ammirare gli addetti alla produzione realizzare ciò che si può acquistare o consumare.

FICO inoltre organizza visite guidate ad hoc, corsi di degustazione, itinerari per le scuole e da vedere c’è davvero tanto, sia all’interno che all’esterno. Animali e piccole coltivazioni sono situate su tutto il perimetro dello stabile, sempre per trasmettere questo concetto nuovo, di far vivere il cibo dalle sue origini fino alla tavola.

Da vegetariano avrei voluto una maggiore attenzione al mondo veg, ma ci troviamo a Bologna e non me lo posso dimenticare.

Nmeri di FICO

  • 2 ettari di campi e stalle all’aria aperta
  • 40 fabbriche
  • 40 luoghi di ristoro
  • Le botteghe ed il mercato
  • 6 aule didattiche, 6 grandi “giostre” educative, teatro e cinema
  • Un centro congressi modulabile da 50 a 1000 persone

L’esperienza

  • Per capire l’agricoltura italiana: visita a 2 ettari di campi e stalle con più di 200 animali e 2 000
  • Per capire la trasformazione alimentare: visita alle 40 fabbriche contadine per veder e la produzione di carni , pesce, formaggi, pasta, olio, dolci, birra.. .
  • Per la degustazione del cibo: il ristoro di FICO con u na scelta di oltre 40 offerte diverse .
  • Per farsi un giro in “giostra”: visita delle sei “ giostre ” educative dedicate al fuoco, al la terra , al mare, a gli animali, a l vino e a l futuro .
  • Per divertirsi e imparare: 30 eventi e 50 corsi al giorno tra a ule, teatro, e spazi didattici.
  • Per realizzare i meeting più belli del mondo: attraverso un centro congressi attrezzato modulabile da 50 a 1000 persone.

Un’esperienza che vale pena di fare, un evento che è permanente e che quindi col tempo può solo che migliorare!

Photogallery

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2 comments

  • Anna Maria

    16/02/2018 at 15:39

    Ciao Paolo,
    Ti ringrazio per la bellissima esposizione che hai fatto per FICO; hai avuto occasione di visitare?
    Sto proprio lavorando per potere dare l’occasione di visitarlo organizzando il tour guidato che serve per capire bene il pensiero, il concetto con il quale è nato.
    Se vuoi sentiamoci, cordiali saluti.
    Anna Maria

    Reply

    • Paolo Aloe

      16/02/2018 at 15:51

      Ciao Anna Maria, ho avito occasione di visitarlo in giornata. E’ stata una visita abbastanza veloce ma utile per capire bene di cosa si tratta. Come ho scritto nell’articolo il concetto non è immediato ma credo sia qualcosa di unico al mondo.
      Per chi è italiano è interessante, per chi viene da fuori è un sogno!

      Reply

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